Non ci si avvicina mai ad un libro sui traumi per caso. Vuoi un periodo particolarmente stressante, vuoi la curiosità personale di chi come me si guadagna da vivere lavorando con i bambini e vuoi anche un certo interesse verso il lavoro di Oprah Whitney ed eccomi sul divano a scorrere le pagine di ” What Happened to you – Conversations on Trauma, Resilience, and Healing”

What happened to you – edito soltanto in inglese per il momento – non è assolutamente un manuale di psichiatria, ma un dialogo sulle radici e sull’effetto dei traumi. Da una parte c’è Oprah Whitney, nota imprenditrice e conduttrice televisiva che durante i suoi show ha ascoltato più di un centinaio di storie su eventi traumatici e dall’altra c’è Bruce D. Perry, psichiatra e docente americano presso la Feinberg School of Medicine di Chicago.

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Non un manuale, dicevamo, ma un libro scorrevole, anche se non per questo facile da “digerire”. Proprio come gli eventi più o meno traumatici che fanno parte del vissuto di tutti noi, ha bisogno di essere “digerito” con calma. Nella lettura siamo guidati da una sapiente Oprah che riesce a portare il suo interlocutore e i suoi lettori verso orizzonti anche inaspettati, tracciando nuove possibilità e ponendo sempre nuovi interrogativi su un tema molto complicato come il trauma. Un termine molto gettonato soprattutto dopo il 2020, quando la vitta di tutto il pianeta è stata stravolta da una pandemia.

Davanti a un interlocutore che dimostra di avere dei “problemi” la prima cosa che facciamo e chiedergli e chiederci “Cosa c’è che non va?” Una domanda superficiale che non ci aiuta a relazionarci con lui in modo efficace, né a comprenderlo meglio. Chiedergli invece “Cosa ti è successo?” apre le porte a un dialogo vero e proprio e di un viaggio alla scoperta del perché siamo come siamo, pensiamo e agiamo in un certo modo.


Ed è qui che entrano in gioco i percorsi terapeutici, che – diciamocelo – spesso non sono alla portata di tutti. Nel libro però si sottolinea l’importanza terapeutica che possono invece avere tutti i piccoli momenti di vita quotidiana condivisi in società (alla fine siamo una specie che sopravvive insieme ad altri e non da soli), una passeggiata nei boschi o semplicemente una conversazione sincera con chi ci vuole bene. Lo stare insieme, crescere con adulti amorevoli e attenti e avere degli insegnanti “illuminati”: tutte queste cose sono essenziali per una vita serena e appagante, soprattutto in presenza di forti traumi infantili.

In una società sempre più tecnologica il rischio però è quello di non poter fare abbastanza esperienze di questo genere e di isolarsi sempre di più. Come è alto il rischio, soprattutto nei bambini e degli adolescenti, di non avere gli strumenti necessari per affrontare gli inevitabili ostacoli che fanno parte del vissuto di tutti noi.

Uno dei momenti più toccanti del libro è sicuramente quello in cui è Oprah Whitney stessa a confessare i traumi della sua infanzia, legati anche all’essere cresciuta in una società americana ancora profondamente razzista, ma soprattutto all’assenza di sua madre e alla presenza di persone molto severe e poco amorevoli.

E dunque come se ne esce? Non c’è una risposta univoca per tutti. Il pregio di “What happened to you” però non è quello di dare delle risposte certe, ma di porre le domande giuste.

What Happened to You?: Conversations on Trauma, Resilience, and Healing

di Oprah Winfrey (Autore)

Bruce D Perry (Autore)

St Martin’s Press, 2021

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