NUOVA COPRODUZIONE DEL TEATRO STABILE SLOVENO DI TRIESTE & AGRFT
La Cantatrice calva, debutta oggi al Slovensko stalno gledališče-Teatro Stabile Sloveno di Trieste, opera considerata capolavoro dell’assurdo di Eugene Ionesco.
Lo stesso Teatro Sloveno firma la produzione dello spettacolo, che rimarrà in scena nello Spazio Club fino al 5 marzo, in collaborazione con l’Accademia d’arte drammatica di Lubiana.
Cos’ha di speciale questo spettacolo e questo allestimento in particolare?
Una produzione giovane: la regista Mojca Madon, che firma anche le luci ha ventritrè anni; mentre i ruoli dei signori Smith e Martin sono interpretati dai giovani attori Doroteja Nadrah, Timon Šturbej, Tamara Avguštin e Rok Prašnikar.
In più questo spettacolo ha quella che è stata detta la “quota rosa”: scenografa e costumista sono entrambe donne: Eva Brvar Ravnikar e Tina Bonča.
Unico uomo del gruppo, insieme ai due protagonisti è Jure Mavrič fonico e collaboratore nell’adattamento del testo che racconta
Eugene Ionesco scrisse quest’opera con molta giocosità e senso dell’umorismo – entrambi efficaci solo se scaturiscono dalla realtà. È sulla base di questa osservazione che noi possiamo definire l’assurdo come libera espressione del reale
Sembra che l’idea dell’assurdo sia nata in un periodo del dopoguerra in cui il drammaturgo romeno-francese abbia deciso di apprendere la lingua inglese. Entrò quindi in contatto con manuali pieni di frasi senza senso, adatte agli esercizi pratici di lingua straniera, ma bizzarre se considerate nel contesto di una reale conversazione.
Nasce così, nel 1950 la sua parodia o anti commedia “ La cantatrice calva”, nella quale i personaggi conversano proprio in questo stile.
Lo spettacolo non ha trama ma è un’ora di puro divertissement
Tutto ruota intorno a due coppie di sposi, vestiti ancora con gli abiti del matrimonio che si incontrano (Per festeggiare qualcosa? Cosa?) e si raccontano; raccontano abitudini, aneddoti, (cos’hanno mangiato…) senza un filo logico nè un senso, a volte chiamando in causa il pubblico che non sa se è spettatore o interlocutore degli stessi.
Nel non-sense dei dialoghi escono però gelosie, l’incapacità di comunicare in entrambe le coppie anche se in modo diverso e, in fondo anche, una gara a chi ama di più dimostrando ancora di più l’inconsistenza del rapporto di coppia
Nell’assurdità del tipo di teatro i ragazzi si dimostrano assolutamente a loro agio, nonostante qualcuno stia ancora studiando all’Accademia e qualcuno stia già frequentando un master. Tutti e quattro i protagonisti rivelano un ottimo potenziale.
[Quando decidi di andare per la prima volta in un nuovo teatro e non puoi chiedere spettacolo migliore per iniziare…]
“Qual è la morale? “
“Verità!”